Seminario sullo spettatore 2017/2018. Tutti i materiali

Da dicembre 2017 a giugno 2018 procede il seminario coordinato da Valentina Valentini e Francesco Fiorentino sul tema dello spettatore.

Dopo il successo del seminario dello scorso anno Corpo-Identità-Soggetto, che ha dato vita a un articolo collettivo pubblicato sul numero 10 della rivista Arabeschi, per l’anno accademico 2017/2018 Valentina Valentini e Francesco Fiorentino cureranno un Seminario sullo spettatore (e sul publicum), che si svolgerà in un incontro mensile di venerdì (dalle ore 15 in AULA C delle Ex Vetrerie Sciarra) a partire dal 15 dicembre. Il calendario completo si può consultare nel menu di spalla destra di questo sito.

Per iscriversi al seminario, inviare una email a valentina.valentini@uniroma1.it e francesco.fiorentino@uniroma3.it

ABSTRACT DEL SEMINARIO

Dal punto di vista empirico, estetico e politico, lo spettatore è una questione cruciale e costitutiva per le arti contemporanee. Ma la figura dello spettatore ha subito diverse metamorfosi storiche, che si legano spesso alle diverse forme storiche della presenza del singolo nella sfera pubblica. Come può dunque essere pensato, oggi, lo spettatore? Cosa si può dire dell’elemento comune che unisce un insieme di spettatori in un pubblico? Come si può descrivere, oggi, un pubblico oltre che come una coesistenza temporanea di spettatori? In che modo il pubblico teatrale (ma non solo) può essere inteso come un luogo in cui l’arte entra in contatto con la sfera pubblica e mette in atto con essa negoziazioni, transazioni che riguardano il modo in cui percepiamo, sentiamo, parliamo? Quali strumenti abbiamo per comprendere i ruoli che l’arte – quella di oggi e quella del passato – assegna allo spettatore? In che misura essi sono legati a particolari idee di comunità o di partecipazione? In che misura la richiesta di una partecipazione (inter)attiva dello spettatore, avanzata più volte a partire dall’inizio del Novecento, segnala una mancanza di vita democratica che si impone a vari livelli del sociale? In che misura le varie forme di partecipazione “attiva” dello spettatore rappresentano delle compensazioni momentanee a questo deficit di vita democratica? Come si potrebbe configurare una partecipazione veramente democratica dello spettatore? Quando e in che senso lo spettatore può dirsi veramente attivo? E quanti modi ci sono per lo spettatore di essere attivo? Quali di questi è preferibile e perché?

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PROSSIMO APPUNTAMENTO: 6 aprile 2018

Dopo quattro incontri intensi e densissimi, vorremmo fare un primo bilancio nella forma di una colloquio con un regista d’eccezione come Giorgio Barberio Corsetti (approfondisci il profilo su Sciami / Nuovo Teatro Made in Italy), discutendo con lui le questioni emerse nelle nostre riflessioni di questi mesi. E sono diverse. Abbiamo visto come la figura dello spettatore, così come la intendiamo oggi, è una formazione recente, legata alla nascita della governamentalità moderna e al progetto, altrettanto moderno, di una emancipazione dal governo degli altri. Abbiamo riconsiderato le molteplici figure spettatoriali che le arti performative hanno disegnato. Abbiamo problematizzato la falsa alternativa tra spettatore attivo e passivo. Abbiamo discusso l’ipotesi che l’enfasi sulla partecipazione dello spettatore costituisca una compensazione momentanea alla mancanza di democraticità nella vita sociale, ma abbiamo rilevato anche la difficoltà di distinguere nettamente la condizione dello spettatore da una condizione di non-spettatorialità. Abbiamo affrontato criticamente il fenomeno dell’audience development, in particolare le esperienze di Altre Velocità e Stratagemmi. Abbiamo discusso la posizione dello spettatore nella cosiddetta “arte partecipativa” o relazionale, interrogandoci sulla differenza tra ricezione e partecipazione: una questione dai chiari risvolti etici e politici, come tutte le questioni legate alla figura e all’attività dello spettatore.

Continuiamo a cercare strumenti per comprendere i ruoli che l’arte contemporanea attribuisce allo spettatore, la “libertà” cui esso può aspirare, la possibilità dell’imprevisto che dà senso al suo andare a teatro. La cerchiamo interrogando l’arte teatrale e i suoi produttori. Nel prossimo incontro proseguiremo questa ricerca insieme a Giorgio Barberio Corsetti, un protagonista indiscusso della scena teatrale italiana degli ultimi decenni.