Call for papers – XI Convegno interdisciplinare dei dottorandi e dei dottori di ricerca

Il 18, 19 e 20 giugno 2019 si terrà presso l’Università degli Studi di Tor Vergata (Macroarea di Lettere e Filosofia) il XI Convegno interdisciplinare dei dottorandi e dei dottori di ricerca.

Per la sua XI edizione, il Convegno Interdisciplinare dei Dottorandi e dei Dottori di Ricerca mira a stimolare una riflessione intorno al tema crisi e trasformazioni, inteso come paradigma interpretativo delle società del presente e del passato. Nella contemporaneità il termine crisi ha progressivamente assunto un’accezione negativa. Tuttavia, l’analisi della sua etimologia mostra come in origine esso contemplasse una sfera semantica non solo più ampia rispetto a quella attuale, ma anche differente: la parola greca κρίσις (krisis) si carica del significato che conosciamo oggi solo a partire da una certa epoca, e in una relazione pressoché esclusiva con l’ambito medico, per indicare uno stadio peggiorativo o terminale (“fase critica”) della malattia. Nella Grecia classica, infatti, il senso più comune della parola è quello che implica il discernimento, il giudizio e la scelta, e dunque la capacità dell’individuo di definire e valutare uno stato di cose a lui presente, nonché il suo successivo agire in una determinata direzione. La riflessione e le conseguenti scelte e azioni da essa scaturite, diventano così il presupposto necessario per un mutamento. Ciò si riflette nel fatto che, ad oggi, in ogni contesto ove si alluda a una crisi, ci si riferisce quasi inevitabilmente a una situazione di trasformazione, vincolando i due termini in una stretta connessione. Crisi e trasformazione diventano un binomio che contraddistingue il movimento della storia delle società umane fin dalle sue primissime esperienze d’interazione con l’ambiente circostante, l’altro da sé: la natura, le specie animali, l’incontro-scontro con comunità umane abituate a modalità di autoconduzione tra loro differenti, talvolta ritenute incompatibili. Mai come oggi, forse, il dibattito sulla contemporaneità politica, economica, socio-culturale è impregnato di un linguaggio della crisi che veicola posizioni e reazioni gettate in un dibattito condizionato dall’onnipresenza della Rete. Il passaggio a una comunicazione sempre più digitale trasforma le modalità di incontro in momenti sempre identici che portano a trovare l’Uguale, chi ha la stessa opinione, lasciando da parte i diversi e gli altri, costruendo quindi un orizzonte di esperienza sempre più stretto e angusto. Risulta dunque cruciale interrogarsi sulle differenze, sulle specificità che consentono di individuare e definire un momento di crisi e i mutamenti che da esso scaturiscono. All’interno della questione generale concernente una crisi e le conseguenti trasformazioni, si chiede ai candidati di riflettere analiticamente su una o più tra le tematiche di seguito esposte:

Crisi e trasformazione del linguaggio. Espressione semantica dei concetti di crisi e trasformazione La lingua, strumento umano che partecipa e sottende alla costruzione/creazione della realtà, attraversa anch’essa momenti di crisi e, dunque, trasformazioni. Sottoposta per sua natura a mutamenti continui, ogni lingua vive rotture e ricostruzioni, attraverso cui plasma se stessa e il mondo. Crisi e mutamenti caratterizzano le storie di tutte le lingue, in cui convivenze e dialoghi, attriti e resistenze si succedono o convivono: secondo quali modalità si realizzano tali processi? Quali sono le questioni e i dibattiti che ne scaturiscono, specialmente in fase di codificazione? In che modo nelle lingue – antiche e moderne – l’uomo esprime i concetti di crisi e trasformazione?

Crisi e trasformazioni nelle arti I percorsi di crisi e trasformazione costellano e accompagnano la storia dell’uomo, del suo pensiero e delle sue arti. Le trame dei mondi in cui l’uomo proietta se stesso – dalla letteratura, al dramma, alla poesia, alle arti figurative – guardate al microscopio si rivelano fitte di tali processi. In quali modi si verificano la crisi e la trasformazione di un genere letterario, di una corrente di pensiero e/o artistica, di un autore, di un personaggio, di un’opera? Crisi e trasformazione di una società e/o di un sistema (economico, politico, etc.) Seppur modellate dalle specificità dei contesti socio-culturali in cui esse si manifestano, forme idealtipiche di reazione alla crisi e di attitudine al cambiamento riemergono ciclicamente al venir meno di un sistema ormai consolidato. Come si è reagito davanti all’incrinarsi di un ordine? Auspicando un nostalgico ritorno al passato o immaginando utopie rivoluzionarie?

Crisi e trasformazione del territorio È possibile affermare che, in un certo senso, l’intera indagine sull’essere umano possa essere riassunta come lo studio delle risposte da esso fornite all’emergere di problematiche interne alla sua storia, spesso così aggrovigliata alla storia del Pianeta stesso (cambiamenti climatici, catastrofi naturali). La crisi va superata attuando politiche basate sia sulle persone sia sul territorio, e mettendo in pratica, inoltre, una visione sensibile al luogo, che porti ad uno sviluppo equamente distribuito e a una riduzione dei divari territoriali. In che modo si concretizza una crisi del territorio, e in che modo quest’ultimo ne risulta trasformato?

Strumenti interpretativi Studiare l’interazione tra i fenomeni di crisi e trasformazione è uno dei migliori modi per analizzare i cambiamenti nel passato e nel presente dell’umanità, e comprendere come spesso i periodi storici più densi di elementi di criticità contengano in nuce alcuni dei germogli più fecondi per le età successive. Quali sono gli strumenti interpretativi più efficaci per analizzare i fenomeni di cambiamento e crisi che hanno investito e investono le nostre società? Quanto è stato fruttuoso in passato, e quanto può esserlo oggi, analizzare una crisi da una prospettiva radicalmente unilaterale? Crisi e trasformazioni scaturiti da un incontro/scontro con l’Altro L’ingresso problematico di un’alterità, di ciò che prima non poteva essere pensato, inevitabilmente crea problemi interpretativi all’apparato di nozioni e concetti, precedentemente ritenuti universali ed immutabili. Quanto e come l’incontro con l’Altro e la commistione di culture hanno messo in crisi le forme artistico-culturali e gli ordini sociali preesistenti? Quanto, e in virtù di quali circostanze, tale mescolanza ha partorito nuove forme e contribuito al progresso umano? Percezione della crisi e della trasformazione, relative presa di coscienza e modalità di intervento L’ansia derivata da alcuni problemi concreti e materiali come, ad esempio, guerre civili, crisi finanziarie ed economiche, carestie, epidemie e la perenne pressione di nascenti realtà politiche confinanti è stata e continua ad essere foriera di un clima di disordine e sofferenza generalizzati. Come è stata pensata la crisi, dunque? Che rapporto c’è tra crisi e percezione della crisi, tra trasformazione e percezione della trasformazione? In che modo si prende atto di attraversare un momento di crisi, e quanto i mezzi di comunicazione attraverso cui viene narrata ne influenzano la presa di coscienza collettiva? Quali le modalità di intervento dinanzi ad essa? Vi sono, e in che misura, dei margini per poter assumere la crisi come una risorsa? Trasformazioni senza crisi, crisi senza trasformazioni È possibile scindere crisi e trasformazione, a dispetto del nesso dialettico apparentemente ineludibile che le unisce? È pensabile – e auspicabile – il cambiamento in assenza di una vera e propria crisi, al modo della metabolé aristotelica? E viceversa, quali sono le condizioni alla base di una crisi che non è foriera di innovazione, o che ha carattere degenerativo?

Teorie della crisi in una prospettiva diacronica Il riflettere e l’interrogarsi per comprendere i nodi di passaggio tra crisi e successivi mutamenti si configurano come attività stimolanti e necessarie alla lettura e alla decodifica del nostro passato e con esso del nostro presente, così evidentemente incagliato in una fase liminare della quale pare difficile prevedere gli esiti. Quali sono i rapporti fra i modi – pur per molti versi unici – in cui, in altre epoche, si è vissuto e si è reagito a una crisi, e le posizioni che costituiscono il dibattito sulla nostra crisi d’inizio millennio? Tale crisi si può dire conclusa o ancora in atto?

Riuso e rimpiego dei materiali Il riuso e reimpiego di materiali prodotti da contesti diversi e in risposta a esigenze ideologiche spesso in contraddizione tra loro, è indice di una ciclicità storica e alle volte inconsapevole dai risultati quanto mai sorprendenti e inattesi. È un mondo che muta definitivamente la propria struttura economicosociale, con lo sfaldamento delle proprie istituzioni e il parallelo emergere di nuove forze sociali. Quali sono i contesti nei quali i processi di riuso e rimpiego hanno lasciato evidenti tracce di cultura materiale? A quale natura appartengono i messaggi intrinseci veicolati dai processi di cambiamento e trasformazione delle evidenze del passato? A quali riflessioni scientifiche potrebbe condurre uno studio integrato tra il contesto di provenienza dei materiali e la loro nuova sede di destinazione?

Modalità di Partecipazione

Il Convegno si terrà nelle giornate del 18, 19 e 20 giugno 2019 presso la Macroarea di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. Sono invitati a partecipare i dottorandi e i dottori di ricerca degli Atenei italiani. La lingua ufficiale del Convegno è l’italiano. Gli interessati dovranno inviare le loro proposte, sotto forma di intervento o di poster, all’indirizzo convegno.dottorandi2019@gmail.com entro e non oltre il 15 Marzo 2019 compilando l’apposito modulo di partecipazione in allegato. Gli Abstract relativi agli interventi e ai poster proposti dovranno avere una lunghezza massima di 1500 battute, spazi inclusi, e dovranno essere compresi all’interno del suddetto modulo di partecipazione in allegato. La durata prevista per ciascun intervento è di massimo 20 minuti. Il Comitato organizzatore si riserva la facoltà di escludere le proposte che non si attengano ai parametri formali e scientifici del Convegno. Per la valutazione dei contributi che esulano dalle competenze scientifiche dei membri del Comitato ci si avvarrà del parere di esperti, docenti e ricercatori afferenti all’area disciplinare di riferimento. Sarà cura del comitato comunicare in tempi brevi l’accettazione o meno degli interventi pervenuti. Gli atti del Convegno confluiranno in una pubblicazione le cui modalità di selezione ed edizione saranno rese note nelle apposite sezioni del sito (https://crisietrasformazioni2019.wordpress.com) e della pagina Facebook (https://www.facebook.com/convegnodottorandi.2019/) e Instagram (convegno.dottorandi2019) del Convegno. La presenza e la partecipazione alle attività e agli interventi previsti dal Convegno sono un prerequisito imprescindibile per l’accesso al processo di pubblicazione. La partecipazione come relatori al Convegno non implica automaticamente la pubblicazione dei contributi presentati, che saranno sottoposti a selezione e valutazione tramite blind peer review. Ulteriori informazioni pratiche e logistiche sull’organizzazione dell’evento, sulla redazione dei poster e sui tempi e modalità di consegna dei testi completi delle relazioni verranno fornite tramite posta elettronica e nella sezione NEWS del sito e della pagina del Convegno.

Compilare il modulo di partecipazione in allegato inserendo un Abstract di max 1500 battute (spazi inclusi); v Specificare nell’apposito modulo di partecipazione se la proposta si riferisce a un intervento o a un poster;  Inviare il modulo di partecipazione all’indirizzo convegno.dottorandi2019@gmail.com;