3 maggio 2016. Lezione di Annalisa Sacchi

Il 3 maggio Annalisa Sacchi terrà una lezione sul problema del riconoscimento a teatro.

Edward Gordon Craig. “Doubt.” The Cranach Press Hamlet (1)

Martedì 3 maggio 2016
Ex Vetrerie Sciarra
Aula E – Ore 16

Lezione di Annalisa Sacchi
Facci essere umani
scetticismo, riconoscimento e vita attiva dello spettatore teatrale

ABSTRACT DELLA LEZIONE
Theodor Adorno non spartiva con Hannah Arendt e Walter Benjamin la passione per il teatro brechtiano. Era anzi assai scettico circa la possibilità stessa di un teatro politico e, durante gli ultimi anni dell’esilio americano, in risposta al sartriano “Che cos’è la letteratura?” cominciò ad abbozzare il suo saggio sul ruolo dell’intellettuale. “Impegno” uscirà solo nel 1962 e contiene una critica al caso brechtiano come esempio di irrilevanza politica, come una scena che “predica ai convertiti”.

Negli stessi anni, sempre negli Stati Uniti ma da un orizzonte concettuale e biografico assai lontano da quello adorniano, Stanley Cavell terminava la sua tesi di dottorato ad Harvard dando inizio a quello che sarebbe stato il più vasto studio fino ad oggi compiuto sullo scetticismo. Il suo discorso è particolarmente importante per gli studi teatrali, ma ancora vastamente ignorato.
Una delle questioni cruciali che lega lo scetticismo all’ontologia del teatro di rappresentazione è la natura del riconoscimento dello spettatore. La “volontaria sospensione dell’incredulità” è evidentemente una nozione incapace di definire il vincolo che si crea tra scena e sala: da spettatori, sappiamo benissimo che è tutto finto, che tutto quello che può essere fatto, viene già fatto in scena, che il presente che consente l’azione è già tutto occupato dai personaggi. Ma in Cavell comincia a formarsi l’idea che la spettatorialità teatrale occidentale, così come si produce già nella tragedia, sia un’educazione affettiva e politica che prepara all’azione nel mondo. Che sia, cioè, essa stessa politica a prescindere dalla struttura didattica alla base della poetica brechtiana, e che lo sia appunto per mezzo del riconoscimento empatico.
L’oggetto di questa lezione sarà dunque il problema del riconoscimento a teatro, che esamineremo entro un perimetro disegnato dall’anagnorisis aristotelica, l’aknowledgement proposto da Cavell, e il circuito empatico definito da Simon Baron-Cohen. All’interno del campo così tracciato, il caso di studio sarà incentrato sull’Amleto shakespeariano, e in particolare su tre scene (l’apparizione del fantasma, Ecuba, e la “trappola per topi”)
Questo Amleto tre volte spettatore si configura come un caso esemplare per analizzare il riconoscimento, perché il teatro è per lui, attraverso Ecuba come nella mousetrap, il luogo di una determinante circolazione di passioni e l’incentivo che lo spinge alla vita activa.

* è necessaria, per poter seguire la lezione e per permettere un andamento seminariale, la conoscenza delle scene: I, i – I, ii – I, iv – I, v – II, ii – III, ii dell’Amleto shakespeariano. L’edizione prescelta è indifferente.

CURRICULUM
Annalisa Sacchi è Principal Investigator dell’ERC Starting Grant “INCOMMON. In praise of community. Shared creativity in arts and politics in Italy (1959-1979)” all’Università IUAV di Venezia.
Dottore di ricerca in Studi teatrali e Cinematografici all’Università di Bologna, ha svolto ricerca post-dottorale alla Queen Mary University, al Warburg Institute e alla New York University. È stata Lauro De Bosis Fellow e Lecturer ad Harvard University, dove ha insegnato dal 2012 al 2014. Tra le sue pubblicazioni Il posto del re. Estetiche del teatro di regia nel modernismo e nel contemporaneo (Bulzoni, 2012), e la traduzione e curatela di Filosofi e uomini di scena di Freddie Rokem (Mimesis, 2013). Sul lavoro della Socìetas Raffaello Sanzio ha pubblicato Shakespeare per la Socìetas Raffaello Sanzio (ETS, 2014) e con Enrico Pitozzi Itinera. Trajectoires de la forme Tragedia Endogonidia (Actes Sud, 2008). Con Aleksandra Jovicevic ha curato un numero doppio di Biblioteca Teatrale su “La regia nel nuovo millennio” (2008).
È stata caporedattore della rivista indipendente “Art’O. Cultura e Politica delle arti sceniche” (dal 2004 al 2012). Attualmente sta lavorando a una curatela con Francesca Bortoletti, La performance della memoria, e a un progetto di ricerca con Freddie Rokem, “Staging radical disobedience: Antigone’s revolt, from Brecht to the 1960s and beyond”, in collaborazione con Cambridge University (http://www.crassh.cam.ac.uk/events/26687)

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