1° marzo 2016. Lezione dottorale

Alle radici delle sociologie dell’immaginario è il titolo della lezione tenuta dal prof. Giovanni Ragone, prof. Emiliano Ilardi e prof. Fabio Tarzia.

Ex Vetrerie Sciarra.
Ore 16, Aula E
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Giovanni Ragone (Sapienza Università di Roma), Radici delle sociologie dell’immaginario
Emiliano Ilardi (Università di Cagliari) e Fabo Tarzia (Sapienza Università di Roma): L’immaginario americano
[un secondo appuntamento si terrà il 5 aprile 2016]

Giovanni Ragone: Alle radici della sociologia dell’immaginario

La nozione di immaginario collettivo è entrata nel linguaggio comune solo dagli anni Novanta. Essa deriva dalle teorie costruite da due grandi movimenti delle scienze umane; il primo corrisponde a quella generazione di sociologi, antropologi, filosofi, artisti delle avanguardie, che negli anni Venti e Trenta, partendo soprattutto dall’eredità di Durkheim, scopriva la dimensione sociale e la potenza autonoma della mitologia e della memoria condivise; il secondo a quella altra generazione di intellettuali che nel nuovo mondo dei consumi, intorno al 1960, ha spostato il focus della riflessione sulle forme dell’immaginario. E di entrambe le elaborazioni restano vivi i tratti essenziali, nonostante l’attuale egemonia dell’economicismo e del determinismo tecnologico.
Le sociologie dell’immaginario del Novecento non rimuovono i rapporti tra inconscio, mitologia e identità. Considerano l”immaginario collettivo come un flusso mimetico costruito su narrazioni e immagini,su cui si basa il gioco di interazione tra individui e collettività. Esso è irriducibile al regime di significazione dei testi chiusi e fissi e basato su una intensa partecipazione del non-razionale e dei sensi. Si tratta di una tradizione teorica convergente con la mediologia di derivazione mcluhaniana: identità collettiva e mediamorfosi sono aspetti dello stesso processo, intimamente schizoide tra comando sociale e potenza metaforica dell’inconscio.

CURRICULUM
Giovanni Ragone insegna Mediologia alla Sapienza, dove ha fondato e diretto il DigiLab, centro di ricerca sulle tecnologie digitali per la cultura. Sociologo dei processi culturali, nel suo percorso intellettuale ha attraversato media e immaginari, letteratura e arti, educazione, editoria, pubblicità, digital heritage e beni culturali. Fra i saggi più rilevanti: Un secolo di libri. Storia dell’editoria in Italia dall’Unità al postmoderno, Einaudi 1999; Introduzione alla sociologia della letteratura, Liguori 2000; L’editoria in Italia. Storia e scenari per il XXI secolo, Liguori 2005; La memoria e la rete, in D. Capaldi, E. Ilardi, G. Ragone, Comunicare la memoria. Le istituzioni culturali europee e la rete, Liguori 2008; Classici dietro le quinte. Storie di libri e di editori italiani, da Dante a Pasolini, Laterza, 2009; Digital heritage: memoria, cultura, tecnologia. Per una mediologia delle istituzioni culturali, in I cantieri della memoria, a cura di G. Ragone, D. Capaldi e E. Ilardi, Liguori 2011; L’immaginario della fine, in Lo spettacolo della fine. Le catastrofi ambientali nell’immaginario e nei media, Guerini e Associati 2012; Il Castello e le metafore dei media, in Kafka e le metafore dei media, a cura di D. Capaldi, Liguori 2012; Memoria, in Enciclopedia Utet, Grandi temi del secolo, a cura di A. Abruzzese, 2014; Per una mediologia della letteratura. McLuhan e gli immaginari, in Tecnologia, immaginazione e forme del narrare, “Between”, IV. 8 2014; Radici della sociologia dell’immaginario, in “Mediascapes Journal”, 4, 2015; Analogie 3. Il medium pubblicità, Liguori 2015.

Fabio Tarzia, Emiliano Ilardi: L’immaginario americano

L’America sembra essere tutto e il contrario di tutto: progressiva e reazionaria, d’avanguardia e di retroguardia, pacifista e imperialista, qualunquista e iperpoliticizzata, libertaria e autoritaria, consumista e “produttivista”, utopica e distopica, giustizialista e garantista, ottimista e paranoica. Come è possibile? La tesi di Ilardi e Tarzia – autori di Spazi /s)confinati. Puritanesimo e frontiera nell’immaginario americano, Manifestlibri 2015 – è che l’identità degli americani si fondi sullo spazio (e non sul tempo, come in Europa) e, soprattutto, su due rappresentazioni opposte di esso: la prima, che deriva dalla matrice della frontiera, vive sulla necessità continua di invenzione di nuove dimensioni spaziali allo scopo di risolvere i conflitti; mentre la secondam basata sulla matrice puritana, percepisce il vuoto come fonte del male e dunque opera ossessivamente per controllarlo, catalogarlo, misurarlo. Dall’incontro-scontro di questi due mondi origina quell’inconfondibile struttura dell’immaginario che tutti sappiamo riconoscere, solo guardando un film o una serie televisiva, sfogliando le pagine di un fumetto o giocando con un videogame. Esso permea la narrazione spettacolare, ma anche politica (interna ed estera), le relazioni sociali, lo sviluppo tecnologico, la strategia economica, persino i nuovi media e il mondo del web.

CURRICULUM
Fabio Tarzia è docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Si occupa di sociologia della letteratura e dell’immaginario, sociologia delle religioni, storia del libro e dell’editoria, storia del giornalismo e analisi dei format televisivi.

Emiliano Ilardi insegna Sociologia dei processi culturali e comunicativi e Marketing e comunicazione pubblicitaria presso il Corso di Laurea in Scienze della comunicazione dell’Università di Cagliari. Svolge attività di ricerca in vari campi: sociologia della letteratura, sociologia urbana, sociologia dell’immaginario (soprattutto nordamericano), valorizzazione e comunicazione dei beni culturali, progettazione di sistemi di e-learning, storia e scenari della musica elettronica.

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