21 marzo 2016. Laboratorio crossmediale

L’Università del Molise organizza un evento/laboratorio dal titolo Cronòtipitaliani

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Il laboratorio Cronòtipitaliani è curato da:
Stefano Panunzi ‐ Dip. BioScienze e Territorio
Lorenzo Canova e Ivo Stefano Germano ‐ Dip. Scienze Umanistiche, Sociali e della Formazione
insieme al changemaker Carlo Infante ed il giornalista Michele Mezza

È possibile seguire l’evento collegandosi alle piattaforme di accesso:
FaceBook
GoogleDrive
GoogleMaps

Scarica il programma completo

DESCRIZIONE DELL’EVENTO
Presso la Factory della Comunicazione dell’Università del Molise, si svolgerà un ​evento/laboratorio crossmediale  che rifletterà, agirà e distribuirà in rete pensieri‐azioni sui cronòtopi, quelle intersezioni temporali che potremmo definire come i “nodi della storia”. Non sarà un convegno ma un brainstorming tra alcuni protagonisti delle culture digitali per ricomporre i frammenti di un discorso avviato da tempo sui social media (sia facebook sia twitter #cronotopi) sulla via italiana al futuro digitale, su ciò che definiamo Cronòtopitaliani.

Nell’era delle reti, in un tempo in cui la gestione monopolista dei big data da parte di Google e quella pervasiva di Facebook che impone il suo stream profilato, s’impone una nuova consapevolezza della progettazione cognitiva.
Cronòtopitaliani può rappresentare un segnale ideale per individuare i nodi attraverso cui si sono intersecati spirito del tempo, visioni strategiche, invenzioni tecno‐scientifiche e poetiche visionarie.
In questo senso si individueranno quegli “esploratori del tempo” che nel corso della storia italiana hanno scandito il ritmo di un’evoluzione culturale, lasciando impronte che pensiamo sia emblematico ripercorrere.
Da Giordano Bruno con il suo Rinascimento eretico ad Adriano Olivetti, imprenditore illuminato che ha coniugato l’avvento informatico con il concetto etico‐politico di Comunità, da Niccolò Macchiavelli, fondatore del pensiero politico moderno a Guglielmo Marconi a cui si deve lo sviluppo della comunicazione via onde radio.​

Un esercizio che sarà intrapreso (attraverso lo stream sui social media) è quello che riguarda l’individuazione di una serie di questi nomi associando a questi dei concetti chiave che ci aiuteranno a definire i Cronòtopitaliani.

Le esplorazioni irromperanno nel flusso del simposio informale e interdisciplinare di esperti ospitati in ogni modalità, fisica e a distanza. L’evento sarà mappato da una rappresentazione olografica dinamica con proiezioni nel passato e nel futuro.

Saranno coinvolti diversi laboratori di ricerca, connessi per l’occasione, insieme a partecipanti reclutati in rete che dovranno esplorare le loro localizzazioni spazio‐temporali, in diretta (presente) nella memoria (passato) e nelle speranze (futuro).
Questo evento produrrà il primo abbozzo di una metodologia italiana per la spazializzazione della comunicazione nell’interfaccia universale che ormai è diventata la geografia. Un nuovo modo di raccogliere/generare/rappresentare informazioni e notizie in uno strumento im‐mediatamente utile per il lavoro tradizionale e innovativo di moltissimi settori professionali.
Questo appuntamento sarà il primo passo di un laboratorio sperimentale di comunicazione per la mappatura olografica del tempo. Per mappatura si intende qualunque tipo di rappresentazione topologica che consenta di mettere in relazione eventi distanti nello spazio e nel tempo. Il ​cronòtopo​ è costituito dalle coordinate spazio‐temporali dove storie diverse collidono/colludono modificando il loro destino. Esempio : ogni persona, ogni tipo di catastrofe, le città, sono generatori di cronotopi. Le relazioni spazio temporali fra cronotopi possono essere rarefatte o ultradense, fluide o nebulose, false, virali, lineari, concentriche, etc. etc. etc. Un cronotopo può a sua volta diventare generatore di cronotopi.

Dopo l’esperimento globale di lungometraggio generato dagli utenti, “Life in a Day” di Ridley Scott (2011) e “Italy in a Day” di Gabriele Salvatores (2014), il 21 Marzo 2016 viene proposta una nuova forma di drammaturgia della rete, questa volta interattiva e aperta nel tempo. : “One Day ‐ 21 Marzo 2016” L’esperimento che proponiamo consiste in un monitoraggio geografico e cross‐mediale di questa finestra temporale immaginaria, legata all’Equinozio di Primavera, nelle sue declinazioni simboliche della Giornata Mondiale della Narrazione (NU), del Bosco (NU), e Giornata Nazionale dedicata ai Beni sequestrati alle Mafie (Libera) ed alla esordiente Primavera delle Università Italiane (CRUI).
Questo esperimento sarà interattivo, distribuito e partecipato, almeno su tutto il territorio nazionale. La piattaforma scelta per semplicità d’uso e diffusione è FaceBook. I luoghi interessati dagli eventi saranno intercettati e liberamente descritti dagli esploratori volontari, in diretta con video, post, foto, audio, etc.
Qualunque contributo fisserà le tracce degli eventi, come collisioni atomiche impresse sulla lastra degli acceleratori di particelle. Da quel momento il nostro ​cronòtopo​ ci offre dei varchi, dei sentieri, per spostarci sulle sue scie del passato e ipotizzare rotte per futuri possibili. Come sta avvenendo per la conferma sperimentale delle onde gravitazionali, saranno i primi segni di una mappa a 4 dimensioni dell’invisibile ecosistema spazio‐temporale nel quale siamo immersi (3 dello spazio + 1 del tempo immaginario). E’ giunto il
momento di sperimentare nuove forme di consapevolezza dell’ecosistema spazio‐temporale nel quale viviamo, nel quale hanno vissuto le generazioni che ci hanno preceduto e vivranno quelle che succederanno.
Mentre la scienza continua ad aggiornare e sperimentare le sue interpretazioni, la cultura e la società si sono sempre adeguate passivamente a pochi modelli obsolescenti, subendo di fatto un’auto‐emarginazione dalle potenzialità straordinarie che si aprono di volta in volta grazie alla continua innovazione tecnologica. Questo esponenziale ritardo ci espone inevitabilmente anche ad una pericolosa inadeguatezza etica.
Il concetto di ​cronòtopo​, introdotto da Minkowsky nel 1908 e successivamente traslato nella letteratura da Bachtin, è sempre più utilizzato in diversi campi disciplinari, dal cinema all’ecologia, dalla semiotica alla psicologia. I ​cronòtopi​ di tutti i tempi, anche grazie a Internet, oggi possono essere rappresentati come veri e propri atomi e reti di realtà che in modo interscalare ci permettono finalmente di dare un corpo modellabile ed una immagine consultabile a quella topografia misteriosa che ha sempre legato casualità e causalità.

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