15 marzo 2016. Lezione dottorale

Il 15 marzo si terrà l’incontro Dall’arte dell’ascolto all’arte dello sguardo, a cura di Mara Fazio, Sonia Bellavia e Marta Marchetti

Ex Vetrerie Sciarra
Via dei Volsci, 122 Roma
Aula E – ore 17

Dall’arte dell’ascolto all’arte dello sguardo
a cura di Mara Fazio, Sonia Bellavia e Marta Marchetti

1. Dall’orecchio all’occhio. Lo spettacolo teatrale dalla scrittura al visuale
2. Dalla voce al gesto. La tendenza al visuale nella recitazione
3. Dalla pagina alla scena. Dalla narrativa alla scrittura scenica
4. Dibattito con gli studenti

Dall’orecchio all’occhio. Lo spettacolo teatrale dalla scrittura al visuale
Fino alla metà del ‘700 a teatro la supremazia non è dello spettacolo, della rappresentazione, ma è del testo, della lingua e del discorso. Le scene contrarie alla verosimiglianza venivano trasposte o in descrizioni o in racconto. Il piacere degli occhi era bandito.Lo spettatore non doveva vedere ma immaginare nella sua testa  ciò che le parole descrivevano.( il luogo, le azioni..) Le parole dovevano dipingere le azioni e le  situazioni in una maniera cosi viva da dare  allo spettatore l’impressione non di ascoltare o di leggere ma di vedere. Non esisteva l’idea di offrire una prova immediata, materiale, di ciò cui facevano riferimento le parole. A partire dal Settecento, quando inizia la inesorabile decadenza del classicismo e si diffonde l’ideale della Natura,  le cose cambiano.Cambia soprattutto la percezione dello spettatore. Non si crede più all’appartamento di un principe se non si vede la stanza in cui lavora,la poltrona in cui si siede, il sopha in cui riposa, l’alcova in cui si ritira. Non si crede più alle ventiquattro ore di rigore se non si vede la luce cambiare con l’avanzare del giorno.Alla metà del Settecento un filosofo,  Diderot, interpretando l’esigenza diffusa di un’illusione basata su nuovi principi ( vedere con gli occhi e non con la mente)   introduce l’idea di tableau. (Quadro) Une disposition des personnages sur la scène, si naturelle et si vraie, que rendue fidèlement par un peintre, elle me plairait sur la toile, est un tableau. Lo spettacolo teatrale si incontra con la pittura..Dal campo  della poetica si passa al campo dell’estetica. Il tableau porta con sé una nuova concezione dello spettacolo teatrale che avrà  lunga vita.La tendenza al visuale  va crescendo sempre di più nel XIX e XX secolo fino agli odierni spettacoli ottici. La  prima lezione illustrerà la storia di questo percorso, da Diderot a Bob Wilson.

Dalla voce al gesto. La tendenza al visuale nella recitazione
La diversa concezione dello scopo e della funzione del teatro, che inizia a profilarsi dalla metà del settecento,  si traduce in una progressiva rimessa al centro dell’attore e della sua corporeità. La cosiddetta “psicologizzazione del teatro”, avviata proprio adesso, complice il progresso significativo delle nuove scienze umane, è il fenomeno che rende possibile il passaggio da un’idea del “commediante” quale  semplice latore del testo scritto, a quella dell’interprete quale strumento capace di incarnare – e dunque rendere visibili e concreti – i processi interiori delle dramatis personae  (viste adesso quali paradigmi dell’umana natura). Per esprimere il senso profondo che la psicologia moderna ai suoi albori vede risiedere oltre e dietro le parole, l’attore comincia a lavorare dunque sui propri mezzi fisici, dando l’avvio a un percorso che nel secolo successivo avrebbe portato alla scoperta, sostanziale, che il corpo sa “parlare  di per sé”, svincolato dalla parola.  Scoperta su cui naturalmente influirono tanto le evoluzioni in campo scientifico – verificatesi nell’ottocento –  quanto quella del pensiero filosofico, che sarebbe culminata con la formulazione della cosiddetta “estetica fisiologica” nietzschana: con l’individuazione, nel corpo dell’attore, dell’origine dell’arte nella sua essenza (dell’arte cioè pre-verbale e pre-teoretica).  Fu per questa via che il cammino aperto nel ‘700 sarebbe potuto culminare, due secoli più tardi, nell’idea del palcoscenico come luogo essenzialmente di esercizi psico-tecnici, non basati necessariamente su premesse letterarie; basti pensare alla Bioemccanica di Mejerchol’d, alla nozione di corpo-memoria grotowskiana, all’utilizzo del corpo dell’attore nelle esperienze di teatro più significative dalla metà del secolo scorso, fino ai giorni nostri.
La seconda lezione intende soffermarsi sull’origine di questo percorso, oltremodo complesso, cercando di chiarirne i punti nodali; e sempre tenendo di vista i suoi sviluppi futuri.

Dalla pagina alla scena. Dalla narrativa alla scrittura scenica
Mettere in scena un romanzo è diventata una pratica comune e condivisa nel teatro occidentale. Oggi nessuno si stupisce di vedere in cartellone un romanzo di Dostoevskij accanto a una commedia di Molière. Neanche quando si scopre che quel libro, per esempio I Demoni dello scrittore russo, sarà rappresentato proprio tutto, senza tagli o adattamenti. Eppure tale pratica ha avuto un percorso tutt’altro che semplice, al contrario spesso è stata contestata in nome di una divisione dei generi letterari, di un’autonomia del linguaggio scenico o addirittura per problemi di ordine morale. Del resto la problematicità del rapporto tra le due forme di comunicazione è anche lo stimolo per molti registi che continuano a scegliere il confronto con il romanzo per scrivere la scena (Ronconi).Il terzo  intervento si propone di illustrare le premesse storiche di questa relazione:  a partire dalla metà del Settecento il teatro europeo  si confronta con il romanzo borghese. La messinscena londinese della Pamela di Richardson nel 1741 apre la strada a una nuova tradizione. La stretta relazione che si crea tra quello che gli inglesi chiamano novel e i teatranti è stata  al centro della rigenerazione settecentesca della scena, non solo come fondamento teorico-concettuale (Diderot) ma anche, e soprattutto, come possibilità pratica di creare un nuovo linguaggio visivo, attraverso una grammatica spettacolare capace di soddisfare les yeux du corps et les yeux de l’esprit (Traité du mélodrame).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...